Come e quanto annaffiare l’orchidea

Annaffiare l’orchidea è uno degli aspetti più rilevanti nella sua cura, è un fiore che ama l’umidità più che le annaffiature vere e proprie, la maggior parte delle varietà arrivano infatti da aree geografiche subtropicali o addirittura tropicali dove il mix di caldo e precipitazioni abbondanti la fanno da padrone.

In particolare l’orchidea phalaenopsis (quelle più diffusa nelle nostre abitazioni) è originaria dell’area geografica che va dall’Indonesia alle Filippine passando per Australia. Se quindi vogliamo coltivarla nei nostri appartamenti è bene sapere che dovremo cercare in ogni modo di riprodurre il microclima di queste aree zone climatiche.

quando si annaffia l'orchidea vanno umidificate anche le foglie

quando si annaffia l’orchidea vanno umidificate anche le foglie

Per quanto riguarda l’annaffiatura dell’orchidea l’obiettivo finale che dobbiamo porci è quello di offrire all’apparato radicale aereo un ambiente umido, evitate di bagnare continuamente la pianta innaffiandola in modo diretto ma prediligete i classici “spruzzini” vaporizzando giornalmente sulle radici un piccolo strato d’acqua. Ripetete la stessa operazione anche sulle foglie e sul fiore.

Innaffiare l’orchidea come si farebbe con un fiore qualsiasi è un errore: questa pianta è solitamente venduta priva di terriccio e quindi le radici sarebbero poste in ammollo favorendo la loro marcescenza.

Se proprio non riuscite a fare a meno di utilizzare l’annaffiatoio tenete sempre presente questo aspetto legato alla marcescenza, un paio di centimetri alla base saranno più che sufficienti per garantirne la crescita rigogliosa.

Esiste un perché (come sempre) che motiva la non presenza di terriccio; questa pratica va ricercata infatti nella capacità dell’impianto radicale delle orchidee di concorrere al processo di fotosintesi della pianta. Anche le radici dunque trasformano le sostanze nutritive grazie ai raggi del sole ed è sempre per questa ragione che le piante vengono normalmente vendute in un vaso di plastica traspirante. Il vaso è trasparente per far filtrare i raggi del sole ed è dunque importante cercare di lasciare l’impianto radicale in vista specie, è uno degli aspetti da prendere maggiormente in considerazione nella cura dell’orchidea.

nell'annaffiare l’orchidea attenzione a non lasciare acqua ristagante nel vaso

nell’annaffiare l’orchidea attenzione a non lasciare acqua ristagante nel vaso

Per quanto riguarda la qualità e tipologia d’acqua l’orchidea predilige acque a PH neutro mentre è sconsigliato l’utilizzo di acque calcaree (dure).

L’acqua piovana è un’ottima soluzione per annaffiare l’orchidea, se avete la possibilità di raccoglierla oppure nel caso non fosse possibile potete sempre utilizzare dell’acqua naturale in bottiglia (di quella consigliata per i bimbi).

Un consiglio prima di concludere l’articolo è quello di sfruttare i momenti di irrigazione della pianta per somministrare secondo i cicli consigliati dal produttore del fertilizzante. Non essendo sviluppata nel terriccio è ancora più importante offrire alla pianta del nutrimento in forma liquida con dei fertilizzanti appositi per orchidea. Ne potete trovare facilmente in commercio; in particolare vi consiglio quello di Myst per due caratteristiche particolari: è adatto a tutte le fasi di vita della pianta ed ha già l’erogatore integrato in modo da ridurne al massimo gli sprechi.

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