Ask.com, la funzione AskEraser sotto accusa

Sicurezza January 25th, 2008

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Avevamo qualche tempo fa parlato del motore di ricerca Ask.com e della sua nuova funzione denominata AskEraser, la quale, se attiva, permetterebbe all’utente l’assoluto anonimato sulle ricerche effettuate.

Ebbene, in questi giorni alcuni gruppi che si occupano del controllo sulla privacy avrebbero richiesto un provvedimento formale nei confronti del motore di ricerca proprio a causa di tale funzione.. I gruppi in questione sostengono che il motore di ricerca non sarebbe in grado di garantire l’anonimato perchè invierebbe i dati ad altre aziende con le quali possiede dei contratti di collaborazione. Come se non bastasse, la nuova funzione creerebbe un un pericolo in più, infatti è stato scoperto che la sua attivazione genera un cookie dal quale si potrebbero ricavare tutti i dati dell’utente.

La società, però, non ci sta e respinge ogni accusa, anzi ha fatto notare che i gruppi si riferiscono a problemi già superati, infatti la questione dei cookie è stata risolta da tempo eliminado ogni riferimento a dati sensibili dell’utente…

Per chi volesse maggiori info sulla funzione AskEraser, vi rimando alla news pubblicata tempo addietro.

CyberLover, una nuova minaccia per gli utenti

Sicurezza, Tecnologia December 14th, 2007

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Una nuova minaccia incombe tra gli utenti amanti delle chat, infatti è stato scoperto un bot che è in grado di intrattenere conversazioni amorose con l’interlocutore al fine di carpirgli dati sensibili.

CyberLover, così è stato ribattezzato il sofisticato sistema, è in grado di chattare con 10 persone contemporaneamente riuscendo ad impersonare sia uomini che donne.

L’obiettivo del bot è alquanto semplice, all’inizio dialoga con l’utente cercando di conquistarsi la sua fiducia, successivamente, quando ormai l’utente è completamente preso dal dialogo, si fa dare i suoi dati sensibili, foto, chiede addirittura ricariche telefoniche, oppure invita l’utente a visitare pagine o blog inesistenti che contengono malware che, puntualmente, si installano nel computer del malcapitato.

Gli esperti del settore assicurano che è quasi impossibile riuscire a stanarlo e consigliano di seguire sempre la classica raccomandazione: mai dare dati sensibili via chat, soprattutto adesso con il nuovo “loveBot”.

Google potrebbe aver fotografato l’omicida

Google, Sicurezza December 14th, 2007

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E’ questo quello che pensa il detective Jeff Maher di Melbourne, che chiederà l’aiuto della GrandeG per risolvere un efferato omicidio.

Ricostruiamo la vicenda: una donna viene trovata impacchettata in delle buste nel giardino di una casa di Springvale. Subito scattano i sopralluoghi che, però, non danno nessun esito. Il detective, però, sà che in quei giorni tutta l’area è stata oggetto di fotografie a 360° da parte di Google per arricchire il servizio Google Street View. Ebbene, il detective pensa che tra quelle foto ci possa essere l’omicidica riconoscibile grazie al grosso “pacco” che si porta dietro.

Questa vicenda può essere considerata una piccola rivincita per la società di Mountain View, infatti ricordiamo che in passato, Google Street View era stato oggetto di dure critiche da parte degli utenti, i quali accusavano il servizio di non rispettare la privacy dei cittadini, tanto che gli sviluppatori di Google avevano deciso di oscurare le targhe ed i visi presenti nelle immagini.

Per maggiori informazioni su Google Street View potete rileggere questa notizia.

Ask.com elimina tutte le tracce….

Sicurezza December 12th, 2007

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Finalmente qualcuno sta cominciando a prendere sul serio la privacy dei navigatori. Ask.com, quarto motore di ricerca in America, ha appena annunciato di aver introdotto un sistema che permetterà agli utenti di effettuare le ricerche nella massima riservatezza cancellando ogni possibile traccia conservata nei loro database.

La cancellazione, però, non è immediata ma avverrà nel giro di un paio d’ore e comprenderà i testi utilizzati per la ricerca, l’ip, i cookie e molto altro.

Il servizio si chiamerà AskEraser e sarà attivabile tramite un link posto in alto nell’home page del motore di ricerca.

Gli sviluppatori tendono a precisare che i risultati delle ricerche si appoggiano sul motore di Google e che, in base alla partnership stipulata con esso, Ask.com è tenuta ad inviargli le  informazioni sulle ricerche per scopi pubblicitari.

Come dire… “Eliminiamo i vostri dati, ma qualcuno li può comunque utilizzare…”

Ruba 8 milioni di record, rischia l’arresto

Sicurezza December 5th, 2007

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Ennesimo episodio di furto di dati sensibili è stato scoperto a Tampa in Florida. Protagonista della vicenda un certo William Gary Sullivan, il quale, sfruttando la sua posizione di database administrator in Florida, in cinque anni è riuscito a sottrarre ben 8 milioni e 400 mila record dagli archivi.

Il motivo del continuato furto è ovvio: il denaro. Infatti è stato stimato che l’impiegato ha guadagnato la bellezza di 580 mila dollari rivendendo i dati a dei data broker.

Sullivan aveva messo su un sistema molto ingegnoso per evitare di essere scoperto, infatti aveva costituito una società, la quale vendava i dati ad un complice incensurato, successivamente, quest’ultimo, li rivendeva alle aziende interessate.

Adesso l’uomo rischia una condanna di 10 anni e 500 mila dollari di multa, condanna, però, che potrebbe essere più mite vista l’ammissione di colpevolezza da parte dell’imputato.

Fortunatamente per Sullivan, non si è registrato nessun furto d’identità o azioni fraudolente riconducibili alla vendita dei dati.

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