La Peppermint punita dal Garante della Privacy

Uncategorized March 15th, 2008

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La sentenza ha lasciato tutti con il fiato sospeso, infatti questa avrebbe potuto creare un clamoroso precedente, invece per gli utenti P2P è andata davvero bene. Stiamo parlando della causa intentata dalla Peppermint Jam Records nei confronti di alcuni navigatori italiani rei di aver condiviso materiale protetto da copyright.

Il Garante della Privacy si è pronunciato a favore di quest’ultimi, in quanto ha ritenuto illegali i metodi mediante i quali la Peppermint era riuscita a risalire alle attività degli scaricatori.

A tal proposito è utile ricordare che la suddetta società, grazie anche all’aiuto di una nota società svizzera, ha per mesi monitorato le attività dei navigatori ed in seguito, grazie agli ip degli stessi, è riuscita a risalire alle loro identità.

Il Garante ha ritenuto non valide le informazioni acquisite da Peppermint in quanto in Italia le società private non posso effettuare attività di monitoraggio.

Gli scaricatori possono tirare un sospiro di sollievo…

Per chi volesse leggere il comunicato ufficiale del Garante della privacy lo può fare al seguente indirizzo.

Diritto alla privacy per gli scaricatori

Sicurezza January 31st, 2008

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Un’importante novità emerge nella gravosa questione del peer-to-peer e della privacy degli scaricatori. Stando alla Corte di Giustizia Europea, gli isp non sono obbligati a divulgare i dati personali degli utenti… almeno quando in ballo c’è una causa civile e non penale.

Con questa sentenza è stato bocciato un ricorso della società spagnola Promusica, la quale aveva richiesto invano alla società Telefonica l’identià di alcuni suoi cliente per poter procedere legalmente contro di essi. Ma l’isp in questione non ne ha voluto sapere e la sentenza gli ha dato pure ragione.

A tal proposito ha voluto dire la sua anche il Garante della Privacy italiano, il quale ha voluto sottolineare come le norme italiane non prevedono la divulgazione di dati personali a soggetti che non siano statali.

Quindi noi italiani siamo al sicuro… nessun dato personale verrà fornito a terze aziende.

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