Adobe, in arrivo la possibilità di proteggere i propri video

Software March 25th, 2008

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Fino a qualche giorno fa la  Adobe è stata spesso critica dalle major in quanto i contenuti in flash non avevano nessun tipo di protezione. Adesso questo non avverà più, infatti la società ha annunciato la disponibilità di un sistema in grado di proteggere lato sever i proprio contenuti multimediali.

Adobe Flash Media Right Management Sever, questo il nome del software in grado di mettere delle limitazioni ai contenuti in flash online, ma anche offline, cioè dopo averli scaricati.

E’ ovvio che il nuovo software si integra particolarmente bene con Adobe Air e Adobe Media Player, il nuovo player della società, il quale è ancora in fase di test.

Il software è rivolto principalmente ad Aziende di un certo livello visto anche il prezzo che si aggira intorno ai 40.000 dollari per processore. Le piattaforme supportate sono due: Windows Server 2003 e Red Hot Linux.

192.168.112.207 un mistero irrisolto

Sicurezza January 11th, 2008

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La notizia è uscita fuori qualche giorno fa, un utene ha scoperto che quando si avvia un qualsiasi programma della suite Adobe CS3, il software si collega allo strano indirizzo 192.168.112.207.

Dopo delle ricerche è riuscito a risalire alla società proprietaria del sito: Ominture, mentre il programma denominato 207.net è una ricerca che raccoglie dati comportamentali.

Ovviamente molti utenti si sono rivolti alla Adobe per chiedere maggiori spiegazioni in merito. La società, dal canto suo, non ha risolto tutti i dubbi, infatti ha dichiarato che il collegamento alla pagina avviene al momento del welcome screen per recuperare delle informazioni da visualizzare nel video swf. La Adobe, però, si è trovata alquanto in difficoltà quando ha dovuto spiegare il motivo dell’utilizzo di un indirizzo molto ingannevole…

Comunque, per stare più sicuri ed evitare la connessione all’Url basterà semplicemente disabilitare la Welcome screen.

Ancora falle nel plugin Flash

Sicurezza, Software December 20th, 2007

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In questo periodo le più grandi aziende di software sembrano concentrare i loro sforzi nel “tappare” le falle presenti nei propri prodotti. Soltanto ieri abbiamo discusso delle nuove patch rilasciate da Apple e Microsoft su i loro sistemi operativi, oggi è il turno delle Adobe.

Quest’ultima ha emesso un comunicato nel quale avverte i propri utenti di aver individuato dieci diverse falle presenti nel loro plugin Flash. Queste falle sarebbero state classficate come “gravi” e “dannose” perchè consentirebbero a maleintenzionati di eseguire script dannosi o addirittura di prendere pieno possesso del sistema da remoto.

Il problema è presente su tutte le piattaforme (Windows, Linux, Mac) e in tutte le versione del plugin Flash uguali o inferiori alla versione 9.0.48.0. La società consiglia di aggiornare la propria versione all’ultima disponibile, cioè alla 9.0.115.0 che è immune alle falle.

La suddetta versione è scaricabile qui.

La pubblicità anche sui PDF di Adobe

Web Marketing November 29th, 2007

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Sembra uno scherzo, ma in realtà non lo è: Adobe e Yahoo hanno concluso un accordo che prevede l’inserimento di pubblicità all’interno dei PDF presenti sul web o inviati via posta elettronica.

L’obiettivo è molto chiaro, entrambe tentano di aumentare i propri introiti creando un nuovo canale pubblicitario che potrebbe rivelarsi davvero remunerativo.

Il sistema funzionerà nella maniera seguente: il proprietario del PDF caricherà il file in un portale creato per tale scopo, successivamente al PDF verrà introdotto il codice necessario a visualizzare la pubblicità ed infine il file stesso verrà rimandato al mittente. La pubblicità non sarà molto invasiva e una volta cliccata si aprirà in un’altra pagina. Attualmente è previsto l’inserimento di pubblicità solo in modalità testuale, però non è detto che in seguito non verrà introdotta la possibilità di inserire altri formati, come ad esempio, banner.

Il sistema ha superato la fase di testing privato, ma saranno necessari altri test prima che venga reso disponibile al pubblico.

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