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In un momento in cui il videosharing sembra essere l’argomento più gettonato su internet, una società realizza un software capace di rivoluzionare il search dei video.

La società in questione si chiama Blinkx, mentre il software in questione si chiama AMP (Advanced Media Platform). L’idea geniale, però, non è stata tanto la realizzazione del software stesso, ma la decisione di non realizzare un sito di videosharing dove utilizzare AMP, ma di vendere la tecnologia alle società che ne hanno bisogno, società tutte di un certo calibro visto che a quanto pare il costo del software è davvero molto alto.

AMP si compone di quattro elementi distinti, i quali  funzionano ottimamente insieme, ma volendo possono anche funzionare separatamente: il primo si occupa della ricerca dei video in base ai tag ad esso assegnati, il secondo si occupa di suggerire agli utenti i video correlati a quelli visti in precedenza, il terzo attribuisce ai video la giusta categoria in base ai video precedentemente inseriti, infine l’ultimo si occupa di ottimizzare la ricerca riusciendo a convertire in formato testuale tutto quello che viene detto nel video stesso. E’ proprio ques’ultimo componente rappresenta la vera innovazione, quello che da solo vale il prezzo di tutto l’applicativo…


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